|
EDITORIALE
Sogni da E. In questo periodo dell’anno i
primi appuntamenti con le gare
desertiche, dal Quatar, all’Abu
Dhabi Desert Challenge, al Tuareg
Rally, ci fanno volare il pensiero
verso quelle terre e quelle situazioni
dell’animo che vengono comunemente
individuate nel così detto “Mal d’Africa”,
ossia quella patologia cronica che ha per
sintomo la voglia costante di ritornare nei
paesi africani una volta che li si sia visitati.
Sempre più appassionati si ritrovano oggi
a poter provare l’esperienza di poggiare il
tassello sulle dune, e molti di coloro che ancora
non si sono ritrovati nella possibilità di
“rompere il ghiaccio” meditano il proposito
di “affrontare il passo”, almeno una volta
nella vita. Dopotutto l’offerta di tour e
di gare dal costo sempre più alla portata
(soprattutto tenendo presente l’attuale
prezzo del carburante in Italia, per cui il
solo risparmio in termini di spese di benzina
per giri di oltre 1000 km ammortizza
quasi completamente le spese di viaggio,
almeno per certi itinerari) è sempre più ricca
ed interessante. Ma tanti si chiedono
ancora se questa famosa malattia esista
veramente.
Fino a tre anni fa non avevo mai calpestato
la sabbia africana, o almeno, non mi era
mai capitata l’occasione di visitare il continente
nero in moto e godermi una bella
endurata sulle dune e nemmeno io avrei
saputo come rispondere a questo quesito,
sebbene fossi nella folta schiera dei sognatori
dell’avventura desertica.
Pensavo che l’occasione fosse persa, che
fossi troppo anziano per queste prove, e
invece negli ultimi anni mi sono ritrovato
ad andare e a ritornare diverse volte dimostrando
che in fondo non è mai troppo tardi
per realizzare i propri desideri, ma soprattutto
riportando a casa la risposta alla domanda
fatidica. Ebbene sì, per chi si ritrova
a calcare le piste e a surfare sulle creste delle
dune la preoccupazione più grande non
riguarda la bontà dell’acqua e delle vivande
portatrici della tanto famigerata “maledizione
del faraone” che affl igge le fragili
budella dei turisti europei, ma ad ogni chilometro
percorso, ad ogni chiusura di tappa
ci si interroga su come e quando poter tornare,
quasi assaliti da una febbrile smania
alimentata dalla libidine dell’esperienza
che ancor prima di divenire ricordo indelebile
si sta vivendo sulla distesa di sabbia
o sui compatti plateau tra i laghi salati, gli
oued in secca, gli erg o sulle catene rocciose
dei fantastici scenari del Sahara.
È con questo spirito che vi presentiamo
questo numero in cui parliamo ancora
di avventure “sabbiose” con un servizio
sul Tuareg Rallye ed un tour che ci porterà
fi no a Dakar, in Senegal, e ci prepariamo
ad affrontare altre sfi de in Tunisia ed in
Marocco, invitandovi a non gettare la spugna
ed a coltivare i vostri sogni, specie in
questo diffi cile momento in cui l’economia
nazionale langue e in cui di speranze ed
ideali molti di noi hanno bisogno più che
mai. Le temperature si alzano e la voglia
di raid o di rally cresce, l’enduro estremo
richiede temperature più miti, è tempo di
attrezzarsi e partire, non restate intimiditi
dalla sfi da, gettatevi nella mischia e godetevi l’avventura. Non è mai troppo tardi, e
se ve lo diciamo noi potete crederci!
|